Cosa racconta oggi il teatro – Il progetto del Festival di Radicondoli 2012

Cosa racconta oggi il teatro? E che linguaggio parla?
Esiste una differenza tra teatro e racconto?
Esiste un teatro per i giovani? Esistono dei giovani che amano il teatro?
Da tutte queste domande può nascere e svilupparsi una attività teatrale e non solo: un luogo che si apre alla riflessione di chi vive il battito e le pulsioni di una comunità.
Ripensare all’uso che si fa dell’attività teatrale vuol dire non progettare solo spettacoli, ma soprattutto un tempo e un luogo dove trovarsi e confrontare le proprie idee, aperto e a disposizione di tutti, dove andare per parlare, recitare, vedere, ascoltare, leggere.
Un progetto di spettacolo dal vivo, complesso come quello di un festival, non è un’esperienza casuale ed episodica, o solamente edonistica, ma vuol dire impegnarsi in una esperienza globale con un forte valore formativo e di crescita personale, vissuta da protagonisti sulla scena o da attenti spettatori, attori consapevoli di un rapporto intimo e di coinvolgimento totale. Una funzione che va anche oltre la realizzazione di un programma di qualità, anche se la qualità culturale delle scelte è senz’altro il parametro e l’obiettivo del nostro lavoro.
Il festival 2012 vuole essere un percorso dentro l’interiorità di un ipotetico viaggiatore che scopre Radicondoli e il suo territorio in una mappa anche segreta di luoghi e sensazioni che fanno parte dello spettacolo, ma sono le emozioni, i colori e gli odori di un luogo: erbe, pietre e simboli di una terra che si apre dopo ogni curva come un approdo, a lungo pensato.
Teatro di ricerca, musica, danza contemporanea, contaminazioni fra musica e parola, teatro per bambini, questi alcuni dei segni che compongono il denso programma della XXVI edizione del festival, riprendendo i fili del lavoro sapiente di Nico Garrone, ma aprendosi a nuove emozioni al di là dei generi e delle definizioni estetiche, attraverso linee parallele che spesso si incrociano, in uno spazio urbano permeato dal dinamismo di una comunità e in altri luoghi più segreti da scoprire e capire come in un viaggio iniziatico. Nel costruire il programma, abbiamo messo in discussione stilemi consolidati e portato altri sguardi, ripensando alcuni luoghi – dalla piazza alla vecchia pieve – con la complicità di artisti che hanno saputo immaginare nuove possibilità nel proporre alcuni spettacoli, nella convinzione che Radicondoli non sia una semplice rassegna ma un luogo di esperienza artistica e di progettazione libera e senza timori, per un dialogo diretto e intimo con il pubblico.
Massimo Luconi
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