Radicondoli Festival 2018

Radicondoli festival 2018
dal 26 luglio al 5 agosto
ripensare la  terra

un progetto Ass. Radicondoli Arte
direzione artistica Massimo Luconi

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26 luglio

21,30 Piazza della collegiata

“Shine happy people” dietro le quinte del teatro

proiezione film documentario di Fabio Lovino Il lavoro racconta la preparazione  di “ Servo per due”, tratto da Arlecchino servo di due padroni  di Goldoni, con la regia di Pierfrancesco Favino ( anche protagonista).

E’uno straordinario spaccato dietro le quinte del teatro, visto dall’ occhio privilegiato di Fabio Lovino, in grande complicità con tutti gli artisti, in quasi sei mesi di preparazione. Uno sguardo indiscreto e sempre aperto alla realtà delle prove, gioia, fatica, discussioni dure che hanno portato alla messa in scena di uno spettacolo che ha avuto tre anni di sold out in tutti i teatri Italiani.

ingresso libero

27 luglio 

17  teatro dei risorti

incontro/workshop di fotografia condotto da Fabio Lovino

21,30 piazza della collegiata

proiezione film La tenerezza

regia Gianni Amelio

con Renato Carpentieri,Giovanna Mezzogiorno, Elio Germano, Micaela Ramazzotti

a seguire incontro con Renato Carpentieri vincitore premio David di Donatello come migliore attore

La tenerezza di Gianni Amelio (Leone d’oro a Venezia ‘98, per “Così ridevano”)  è la storia di un vecchio che pensava d’essersi chiuso al dolore e agli slanci e invece deve fare i conti con la violenza e la freschezza di un sorriso. Film duro e poetico, interamente ambientato a Napoli, con un cast prestigioso e con Renato  Carpentieri che si conferma uno dei grandi attori del cinema e teatro italiano.
«Se dovessi definire la tenerezza, non saprei dire se è un sentimento o un prendere la mano dell’altro. Ma è qualcosa di cui il mondo sente la necessità, lo dice anche Francesco, che non è solo il Papa ma una mente illuminata “ Gianni Amelio

ingresso libero

 

28 luglio

17  teatro dei risorti

incontro/workshop di fotografia condotto da Fabio Lovino

19 Poggio di Radicondoli

La caduta

da Albert Camus

con Renato Carpentieri

musiche  Federico Odling  (violoncello)

Il protagonista e narratore di questo romanzo, l’avvocato Jean-Baptiste Clamence, è l’emblema dell’uomo che vive nell’assurdo, la categoria filosofica utilizzata da Camus per analizzare la condizione umana. Clamence è però ancora colui che si rassegna alla vita assurda, che non la combatte (come accade nel caso dei protagonisti de La peste)  ma che moltiplica la sua assenza di senso attraverso la ripetizione di atti privi di significato che lo portano a non distaccarsi mai dal perenne sentimento di ansia ed estraneità che la caratterizza.

 ore 21,30  Piazza della collegiata

Silent Water concerto jazz

Francesco Fiorenzani, chitarra e composizione, Luca Sguera pianoforte, Francesco Ponticelli contrabbasso e Bernardo Guerra alla  batteria.

Il repertorio è composto esclusivamente da brani originali composti da Fiorenzani, dove emergono le influenze che hanno segnato la sua personalità, in particolare per Coltrane e per la scena jazz Newyorkese dagli anni ’90 ad oggi.

 

29 luglio

17,30 Poggio di Radicondoli

Raccontafiabe a cura di Rabel

19 scuderie

Preghiera per Cernobyl      anteprima

di  Svetlana Aleksievic ( premio nobel 2015)

con Mascia Musy

a cura di Massimo Luconi

Svetlana Aleksievic racconta la disfatta del modello comunista, restituendo con implacabile fedeltà le voci dell’uomo e della donna della strada con una storia d’amore assoluto, che sconfigge la morte incombente e l’assurdità di un regime politico che manda migliaia di uomini allo sbaraglio e incontro ad atroci sofferenze. Una eccezionale storia epocale, con una materia densa dal punto di vista emotivo e di denuncia politica, in un mix fortemente teatrale che lascia senza fiato.

21,30 pieve vecchia della Madonna

IL MAESTRO E MARGHERITA                      

da Michail Bulgakov

drammaturgia Fabrizio Sinisi

regia Paolo Bignamini

con Matteo Bonanni, Mario Cei, Federica D’Angelo, Luciano Mastellari

Questa riscrittura de Il Maestro e Margherita sposta la vicenda dalla Mosca staliniana alla Milano dei nostri giorni; si concentra sui singoli personaggi e  ne dipana la storia e il punto di vista da nuovi angoli prospettici; ne stravolge  a tratti il linguaggio alternando prosa, versi e musica, arrivando quasi a trasformare il romanzo bulgakoviano in una  drammaturgia epica di  matrice brechtiana.

 

30 luglio

15 e 30  Palazzo Bizzarrini

Premio Garrone

La Giuria composta da Sandro Avanzo, Rossella Battisti , Claudia Casella, Elena Lamberti,  Enrico Marcotti, Valeria Ottolenghi,  ogni anno incorona Maestri del teatro, nuovi critici e nuovi progetti, avvalendosi anche delle indicazioni del pubblico e degli operatori teatrali.

18,30  Scuderie

Gioia

drammaturgia e regia  Livia Gionfrida

scene e animazioni Alice Mangano, dipinti Nicola Console

Livia Gionfrida con la sua compagnia lavora da molti anni in carcere con laboratori di teatro e spettacoli realizzati con i detenuti. Da questa esperienza ne scaturisce uno spettacolo raffinato e forte che racconta la  storia d’amore di una madre verso un figlio difficile  che prende una cattiva strada e alla fine si lancia in una grande impresa che lo condurrà tra le braccia di un ingiusto e paradossale destino.

In scena dialetto siciliano e animazioni video si alimentano di suggestioni letterarie e simboli provenienti dall’immaginario religioso, fatti di cronaca e interviste realizzate in carcere,

 

19,30  teatro dei risorti

Io lavoro per la morte

testo e regia Nicola Russo

con Sandra Toffolatti e Nicola Russo

Attraverso una scrittura intima in cui convivono ricordi e invenzioni, Nicola Russo elabora un  personale dialogo con una madre non più in vita, per  raccontare di come l’assenza di una persona possa essere più ingombrante della sua presenza.

Un dialogo impossibile, una riflessione su quel che resta dopo la morte, su come a volte solo l’assenza di una persona riesca a farci comunicare grazie alla traccia indelebile del carattere, che ritorna sempre, forte e nitido.

21,30 pieve vecchia della Madonna

Petrolio

scritto e interpretato da Ulderico Pesce

Ulderico Pesce narra il petrolio lucano partendo da un personaggio, Giovanni, che lavora come addetto alla sicurezza dei serbatoi esterni del Centro Olio di Viggiano e vive di fronte alla fiamma dell’impianto ENI che da decenni brucia pericolosissimo H2S nell’aria.

Giovanni scopre che uno dei grandi serbatoi esterni ha una grossa buca dalla quale fuoriesce petrolio che si disperde sotto terra e che sta andando nella diga che rifornisce il sistema idrico di tutta la regione, ma ha  paura di perdere il lavoro e delle reazioni dei suoi compagni di lavoro.

Petrolio è stato recensito da Franco Cordelli su Il Corriere della sera come  ”Un evento memorabile”.


31  luglio  

19 prato delle querce alle Canterie

Poesie d’amore e di terra

Incontro / spettacolo con Franco Arminio, ( uno dei più significativi poeti contemporanei) autore della raccolta poetica “Cedi la strada agli alberi”

Più che l’anno della crescita,  ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.  Attenzione a chi cade, al sole che nasce  e che muore, ai ragazzi che crescono,  attenzione anche a un semplice lampione,  a un muro scrostato.

Sono liriche attraversate da un impegno ecologico e civile che costantemente s’interseca al dato esistenziale. Reale o immaginario che sia, onirico, rarefatto, consunto, il passato di un luogo cela l’intima, fisica quotidianità di un tempo da preservare in questo mondo divenuto “sfinito e astratto”.  Roberto Saviano ha definito Franco Arminio «uno dei poeti più importanti di questo paese”.

Alle 18,15 da piazza della Collegiata inizia la passeggiata ( facoltativa) per raggiungere il luogo d’incontro. Per il ritorno ci saranno delle auto a disposizione.

Ingresso libero

21,30  teatro dei risorti

Io lavoro per la morte

replica


1 agosto

17,30  Belforte 

i pupi di Stac / burattini d’autore

La bella addormentata nel bosco

Spettacolo per bambini e grandi di tutte le età

19  chiesa del crocifisso

In nome della madre 

di Erri De Luca

con Patrizia Punzo,

regia Danilo Nigrelli

L’adolescenza di Miriam/Maria smette da un’ora all’altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa.
Qui c’è l’amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro.
Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.
Erri De Luca

21,30 pieve vecchia della Madonna

Un albero di trenta piani

di e con Arianna Scommegna

prima nazionale

Arianna Scommegna da alcuni anni è una delle presenze più assidue e più amate dal pubblico di Radicondoli, per  questa edizione del festival presenta  un suo originale viaggio composto da brani, poesie e canzoni di autori vari, in un reading musicale interamente dedicato alla Terra.

Alla voce e  al talento di Arianna Scommegna si unisce la tessitura musicale della fisarmonica di Giulia Bertasi.

2 agosto

19  scuderie

Un ponte verso il cielo      anteprima nazionale

di Andrea Capecchi e Enzo Bargiacchi

con Francesco Dendi e Lisa Capaccioli

musiche dal vivo Francesco Gherardi

Il viaggio in Tibet di Ippolito Desideri, missionario gesuita che dal 1712 al 1728 entrò in contatto con la secolare cultura locale e imparò a leggere e scrivere in lingua tibetana. Fu il primo occidentale a lasciare una testimonianza scritta, grazie ai suoi appunti di viaggio, dell’incontro con questa straordinaria civiltà, a quell’epoca quasi sconosciuta.

21,30 piazza della collegiata      ingresso libero

La zattera dei migranti

Storie di profughi africani in palcoscenico   (durata 28mn)

Film documentario di Massimo Luconi 

Un percorso  video dietro le quinte dello spettacolo Storia di un bandito che conquistò il potere da Brecht, andato in scena al teatro Florida di Firenze nel Gennaio 2017 con un gruppo di migranti richiedenti asilo.

Uno sguardo semplice e non aggressivo, per scavare dentro la profonda umanità, la sensibilità, la ricchezza espressiva, le storie di questi giovani emigranti, che ci restituiscono pezzi di un’Africa dove tradizione e modernità si incrociano sulle rotte dei viaggi della speranza

a seguire

Une place dans l’avion

un film di  Khadidiatou Sow    (durata 16mn)

con   Cheikhou Gueye et Coumba Sarr

Un ironico e graffiante ritratto dell’emigrazione realizzato da una  giovane artista e cineasta senegalese che rappresenta l’aspetto dinamico e colto delle nuove generazioni di un paese come il Senegal ricco di fermenti artistici e culturali che uniscono arte contemporanea e video in un esplosivo sincretismo.

dalle  22,30  via Garibaldi

Le notti di Giove

Intrattenimento musicale con i Boa Viagem


3 agosto

19  teatro spazio d’arte di Deva Manfredo, loc la Selva

Raghu

Le tre tappe dell’anima.

progetto speciale Radicondoli festival

di Giulia Calligaro

con Ivan Alovisio

musica dal vivo di Emy Berti

Raghu a  tre anni resta orfano di padre, e la madre, troppo giovane e senza risorse, tira la sorte tra i tre figli: tocca a lui lasciare la casa natìa per l’orfanotrofio.  Scappato dall’orfanotrofio a 14 anni, attraversa tutta l’India e giunge alla montagna Arunachala (dedicata a Shiva) dove inizierà la sua vera vita. Il percorso di ritorno a casa, sarà un intenso cammino evolutivo, tra cadute e rinascite, che rappresenta il percorso di ogni anima.

21,30 piazza della collegiata

Polli d’allevamento 

di Giorgio Gaber

con Giulio Casale

Intelligente e ironico, ma anche sarcastico e acutamente critico: è il Teatro-Canzone creato da Giorgio Gaber e Sandro Luporini che torna in scena grazie al talento di cantante e attore di  Giulio Casale (con le basi musicali originali arrangiate da Franco Battiato e Giusto Pio).

Uno spettacolo del 1978 che già allora denunciava con grande forza e lucidità l’ipocrisia dominante della nostra società.

 

4 agosto

17,30  teatro dei risorti      ingresso libero

Verde oasi

video di Sebastian Lecca, Samuel Lecca e Livia Nanni.

Un progetto destinazione sud.

Uno sguardo delicato e intimo ma molto intenso, della vita di Radicondoli e dei suoi nuovi ospiti  africani.                               ( durata 12mn)

19  bosco della Costarella

l’occhio della terra    trekking poetico

ispirato all’opera poetica di Niyi Osundare

Con Monica Demuru (voce e canto) e Cristiano Calcagnile ( percussioni)

prima nazionale

Earth was ours and we the earth’s (la terra era nostra e noi appartenevamo alla terra) riassume bene il senso dell’opera  del poeta nigeriano Niyi Osundare. L’impegno politico e l’attenzione alla causa dell’oppressione e dell’ingiustizia sociale si legano indissolubilmente alla denuncia di una natura altrettanto sfruttata e depredata e compongono un’opera in cui, accanto a reminescenze e rimandi alla grande poesia occidentale, è presente e costante la rivendicazione di fiera appartenenza alla cultura e alla tradizione africana.

21,30 Poggio di Radicondoli

Riccardo Tesi in concerto

Compositore e organettista di fama internazionale, Riccardo tesi è  considerato uno dei musicisti più audaci e autorevoli della nuova

scena world europea. In questa esibizione in magnifica solitudine,

ripercorre, in compagnia del suo migliore amico, l’organetto diatonico, le tappe del proprio universo musicale, in una sfida tutta strumentale, in uno stile inconfondibile sospeso fra tradizione e sperimentazione.


5 agosto

19  teatro dei risorti

Gesti e  Gestacci

di e con Alberto Severi     anteprima nazionale.

Dalla “labbrata” al pugno chiuso nei cortei, dal girare col dito il dischetto per comporre i numeri di telefono al “gesto dell’ombrello”  una esilarante ricognizione fra i gesti che vanno scomparendo o sono ormai scomparsi, e che pure facevano la nostra vita più teatrale e dunque paradossalmente più vera.

21, 30 Scuderie

Scene da un naufragio

di e con  Davide Enia

musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri

Quanto si sta verificando a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti, è proprio un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi e quello che sarà domani.

Chi approda è uno specchio dentro cui risiede la risposta a una semplice definitiva domanda. Noi chi siamo? Noi siamo la risposta a questa domanda. Nello sguardo di questi esseri umani è riflessa l’immagine di noi stessi, di chi abbiamo deciso di diventare. Davide Enia

 

oltre il festival

mostra di fotografia : trent’anni di teatro d’autore, immagini dal festival di Radicondoli

stage di Yoga a cura di Giulia Calligaro

workshoop di fotografia condotto da  Fabio Lovino

le notti di Giove

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