Festival Radicondoli 2012 – Relazione di Massimo Luconi

Premessa

Radicondoli ha accresciuto negli ultimi anni la consapevolezza della propria identità e delle potenzialità di sviluppo culturale e in oltre vent’anni di attività il festival estivo, si  è consolidato come uno degli appuntamenti più importanti dell’estate toscana, con un ritorno di immagine anche nazionale.

Un  volano comunicativo di grande efficacia oltre che  di attrazione culturale e turistica per il periodo estivo, che ha determinato un’evoluzione della progettualità creativa del territorio, fino a pochi anni fa  impensabile, e che denota una crescita e una consapevolezza delle  risorse umane e creative del territorio.

In un percorso analitico,  approfondito e lucido delle problematiche culturali che Radicondoli  si  trova ad affrontare per i prossimi anni, si può affermare  che la presenza del festival in prospettiva deve ancora di più sedimentare e sviluppare nuovi percorsi per i giovani e i professionisti del luogo con la costruzione di  un circolo virtuoso che metta  in relazione lo spettacolo, con la formazione professionale e culturale. In questo momento storico dell’egemonia televisiva e delle tecnologie che massificano la cultura e la privano del potere innovativo ed “energetico”, in un  momento in cui la politica sembra a poco a poco disattendere speranze di riflessione, ecco che appare necessario e urgente interrogarsi, creare nuovi spazi di libertà dove lo spirito dell’uomo possa coltivare l’arte e la singolarità.

Radicondoli festival 2012 – Geografie dell’anima

Penso che quando iniziamo a preparare un programma spettacolare, dobbiamo chiederci, come si costruisce la relazione fra la comunità e la cultura?  Qual è il ruolo che l’impresa culturale  intende assumere in una società complessa i cui temi di fondo diventano sempre più l’accesso all’informazione e il possesso delle tecniche, la convivenza tra strati sociali e gruppi culturali? Diventa quindi necessario elaborare delle pratiche intelligenti di gestione, superare i formalismi  e ragionare come una bottega artigianale,  in cui la produzione è assistita da un processo continuo e piuttosto magmatico di scambi e relazioni con il mondo esterno. In questo modo non soltanto è possibile intercettare le aspettative di fasce più ampie e diversificate di pubblico, ma si  può riuscire  a consolidare l’immagine di Radicondoli come fucina culturale dallo spettro produttivo esteso ed eterogeneo.

Cosa racconta oggi il teatro? E che linguaggio parla? Esiste una differenza tra teatro e racconto? Esiste un teatro per i giovani? Esistono dei giovani che amano il teatro? Da tutte queste domande  può  nascere e svilupparsi una attività teatrale e non solo: un luogo che si apre alla riflessione di chi vive il battito e le pulsioni di una comunità. L’obiettivo culturale che ci poniamo nell’affrontare una nuova fase di progettazione del festival estivo è di lavorare per ricercare quella energia catartica, quella capacità di essere sintesi espressiva di un territorio , ritornando  a una  dimensione  di rito collettivo, dove passano sogni, drammi, pensieri e riflessioni sul nostro vissuto contemporaneo.

Ripensare  all’uso che si fa dell’attività teatrale  vuol dire non solo spettacoli, ma soprattutto un tempo e un luogo dove trovarsi e confrontare le proprie idee, aperto e a disposizione di tutti, dove andare per parlare, recitare, dipingere, vedere, ascoltare, leggere.

Un progetto di spettacolo dal vivo,  complesso come quello di un festival non è un’esperienza casuale e episodica, o solamente edonistica, ma vuol dire  impegnarsi in una esperienza globale con un forte valore formativo e di crescita personale, sia che sia vissuta da protagonisti sulla scena o da attenti spettatori, attori consapevoli di un rapporto intimo e di coinvolgimento totale.  Una funzione che va anche oltre la realizzazione di un programma di qualità-anche se la qualità culturale delle scelte è  senz’altro il parametro e l’obiettivo del nostro lavoro.

Cercheremo di lavorare svolgendo anche un ruolo di riferimento per professionisti dei vari linguaggi dello spettacolo, iniziando  alcune possibili collaborazioni con giovani che sono interessati ai varii ruoli dell’organizzazione teatrale con stages protetti e formativi e coagulando  esperienze  spesso informali e magmatiche  di forte energia creativa.

Nell’affrontare una nuova fase di progettazione del festival estivo ci sembra di prioritaria importanza sviluppare una rete culturale, con altre istituzioni  toscane, nazionali e anche internazionali. In tal senso quest’anno iniziano alcune importanti e prestigiose  collaborazioni come quella con il  teatro Metastasio stabile della Toscana e con Siena jazz.

L’obiettivo è di valorizzare Radicondoli  come crocevia di una rete di interscambio con gli altri centri culturali, nazionali e internazionali; un luogo dal cuore antico ma dalle prerogative moderne e dinamiche, proiettato verso il futuro con intelligenza e coraggio.

Il dato saliente di questa strategia è la consapevolezza che un territorio culturalmente fertile e adeguato tanto sul piano artistico quanto su quello tecnico genera benefici ampi e condivisi. Valorizzando le attività  culturali si possono avere  ricadute nella  crescita economica, dando possibilità e sbocchi professionali, creando imprese che lavorano non solo saltuariamente  nel periodo estivo, ma in un arco di tempo esteso anche a altri periodi, sull’accoglienza, sull’organizzazione e sulla creatività. Sono piccole e medie iniziative che vanno nella direzione di creare un distretto culturale per un sistema integrato nei quale l’offerta culturale e turistica  viene promossa con convinzione .

Il festival di questa edizione 2012 vuole essere un percorso dentro l’interiorità di un ipotetico viaggiatore che scopre Radicondoli e il suo territorio attraverso il teatro, la musica e la danza in una mappa anche segreta di luoghi e sensazioni che fanno parte dello spettacolo, ma sono le emozioni, i colori e gli odori di un luogo.

Massimo Luconi
Direttore Artistico Festival Estate a Radicondoli

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