outline-01
RADICONDOLI_VENTI_21

Radicondolifestival 2021 - 35° Edizione

17 - 31 LUGLIO

IL CIELO DENTRO DI NOI:
ESERCIZI PER UNA CULTURA NECESSARIA

PROGRAMMA

17-18 luglio > ore 21.30 – Piazza Collegiata

PASSAGGI CONTEMPORANEI 
UIn maniera parallela e complementare al festival di teatro oramai consolidato a livello nazionale, vogliamo anche valorizzare attraverso l’evento artistico alcuni luoghi che per motivi diversi nel corso degli ultimi anni sono stati dismessi o male utilizzati e rivitalizzarli in una nuova dimensione in rapporto con la comunità.
Abbiamo scelto con attenzione lavori che sono espressione artistica del cambiamento contemporaneo facendo diventare il territorio di Radicondoli uno spazio privilegiato per il dialogo interculturale e intergenerazionale.  Radicondoli come un luogo magmatico   dove si intersecano differenti linguaggi, dalla danza ai segni visivi contemporanei, alla musica, agli spazi video e sonori e che fa anche tesoro delle esperienze del territorio intorno alle tematiche culturali e alla capacità associazionistica. Un luogo dove si compie una osmosi fra artisti, professionisti e comunità, in una forma di antico rito collettivo, fra la festa popolare e la performance..
 
17 luglio > ore 17.30 – Palazzo Bizzarrini
COME COMPLICARSI LA VITA E GUARDARE LI NUVOLE

mostra collettiva di Simone Gori e Antonello / Ghezzi

Una nuvola è ancheun’isola, è un posto dove vorresti andare, nasconderti e volteggiare. È un tappeto volante e un’astronave, un nascondiglio, uncuscino dove atterrare è tutto quello che la tua immaginazione potrà vedere e se la immagini c’è, se la disegni la porti con te ma se la perdi la vorrai ritrovare e questo continuo immaginare, sperare, sognare e amare è tutto un sistema per complicare, complicarci la vita sì, è quello che per fortuna continuiamo a fare.
 
A SEGUIRE

Terrazza del Palazzo Comunale

Installazione di Simone Gori
UL’artista trae ispirazione dal capitolo primo del Piccolo Principe, dove l’autore racconta tramite una storia d’infanzia l’incomprensibilità degli adulti nei confronti dei disegni dei bambini, i quali razionalizzando le immagini, perdono il senso vivo dell’immaginazione.
L’opera si compone dell’immagine di due bambine riprese nell’atto di disegnare il cielo con due grandi gessi: uno di colore bianco ed uno azzurro.  Dispettose ed irriverenti si divertono a cambiare continuamente il cielo, a disegnare le nuvole che i grandi cercano di capire, a mostrare le stelle che ci permettono di navigare.
L’immagine è collocata su di una grande lastra di acciaio specchiato formato da una pavimentazione che volge all’infinito.Posta nella terrazza panoramica del Comune di Radicondoli, riflette il cielo sovrastante, effimero e mutevole.
L’artista pone un cambio prospettico, dove il focus non è più sul caratteristico e permanente panorama circostante,  ma sul cielo . 
È un invito a navigare liberi con la potenza della nostra immaginazione.

La ricerca di Simone Gori (Firenze, 1986) si interessa al dialogo tra arte, luoghi e persone.
Invita il pubblico alla riflessione, interrogandolo senza filtri su temi essenziali della condizione post moderna.Le sue opere si compongono di una pluralità di materiali e tecniche da piccole sculture a grandi installazioni
ambientali operando ogni volta in stretta sinergia con il contesto. 

Nel 2012 l’opera Bianco ‘900 entra a far parte della collezione della Fondation Maeght a Saint Paul de Vence. Nel 2019 l’opera Il Creatore di Nuvole entra a far parte della collezione della Fattoria di Celle a Santomato – Pistoia.

 
EX LAVATOI 
VEDERE IN ME
Installazione di Antonello / Ghezzi
Esiste un posto misterioso ed evocativo a Radicondoli dove sembra di sentire nel silenzio un vociare antico. I lavatoi sono stati un luogo di condivisione, di amicizia, dove le relazioni umane si intrecciavano nel quotidiano, con le mani nell’acqua e gli occhi che si guardano. Nel libro “Alcibiade primo”, Platone racconta di un dialogo tra il suo maestro Socrate e il politico Alcibiade. Riflettono sull’iscrizione “Conosci te stesso” inscritta nel Tempio di Delfi e sul suo significato da cui scaturisce una riflessione preziosa che ci parla ancora, forse più forte di prima.
Vedere in te è una installazione artistica site-specific, un portale di specchi, incastonato negli spazi dei lavatoi, che riporta le parole:     Se uno, con la parte migliore del suo occhio guarda la parte migliore dell’occhio dell’altro, vede se stessoCi esorta a guardarci, nell’altro, e riconoscerci. 
 Antonello Ghezzi è un collettivo composto da Nadia Antonello e Paolo Ghezzi.

Il duo, nato nel 2009 a Bologna, ha esposto in numerose istituzioni e musei internazionali tra cui: Biennale di Beirut, Wayfarers di Brooklyn New York, Parlamento Europeo di Bruxelles, Gnration di Braga in Portogallo, Museo per la Memoria di Ustica di Bologna, Miasto Ogrodow di Katowice, Palazzina dei Bagni Misteriosi di Milano, Artbab Manama in Bahrain,Tanit Gallery di Beirut, Sound Design Festival di Hamamatsu in Giappone,
Istituto Italiano di Cultura di Atene, Usina del Arte a Buenos Aires,Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo di Villa Croce di Genova, Moscow
Bienniale, Pitti Uomo di Firenze, Sarajevo Winter Festival, Blik Opener di Delft, Arsenale di Verona e CIFF di Copenhagen.

Gli artisti collaborano con
aziende e scienziati, inserendo l’arte nella vita quotidiana, con installazioni
che coniugano tecnologia, realtà e poesia.

 
SCUDERIE ED ALCUNI VICOLI DEL CENTRO STORICO
Installazione sonora di Adelita Husni – Bey
ERadicondoli è l’unico borgo toscano a far parte del progetto. Una boccata d’arte giunto alla seconda edizione realizzato da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua di San Gimignano
Adelita Husni-Bey artista e pedagoga, influenzata dall’anarco  collettivismo, il teatro, la giurisprudenza, gli studi urbani, ha rappresentato l’Italia alla 57 Biennale di Venezia nel 2017. A Radicondoli lavorerà su un’opera partecipata a seguito di un  laboratorio  con quattro giovani musicisti  dell’orchestra da camera di Radicondoli e al coinvolgimento di voci narranti, registrando suoni e voci del paese..

 

 

18 luglio > ore 10.30 – 13:00 / 15:30 – 18:30 

Mattino e Pomeriggio visita guidata alle installazioni e alla mostra

ore 18.30 – Localita’ Pianetto

BOSCHETTO SONORO
architettura musicale a cura di Antonio Aiazzi
Un luogo di grande fascino, molto amato
dalle persone anziane del paese che erano abituate a frequentarlo in occasione
di feste e di riunioni conviviali, ma che da tempo non viene più utilizzato. Un piccolo bosco di querce cresciuto su una particolare e bizzarra concrezione pietrosa dove all’interno si dipanano dei piccoli sentieri, diventa luogo di introspezione e di ascolto, una specie di bois sacrè, che si erge come una protuberanza strana e forse con qualche e misteriosa e antica origine a difesa e memoria del paese..   

Antonio Aiazzi, tastierista, storico fondatore del gruppo rock Litfiba, lavora da tempo su percorsi sonori di ricerca fra musica classica e contemporanea con particolare attenzione al contesto ambient.

ore 21:15 – Pieve vecchia della Madonna   

WATERMARK
di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky, Stati Uniti 2013, 90′ 
Proiezione a cura dello Schermo dell’arte. Dopo il successo di Manufactured Landscapes (2006) la pluripremiata filmmaker Jennifer Baichwal e il noto fotografo canadese Edward Burtynsky tornano a lavorare insieme a un travolgente progetto cinematografico sulla complessa relazione tra l’essere umano e l’acqua…
 Watermark unisce storie da tutto il mondo ed eccezionali riprese aeree che testimoniano l’impatto sul paesaggio determinato dall’intervento umano.
Il cantiere della più grande diga al mondo costruita in Cina, il delta del fiume Colorado ormai divenuto un arido deserto, le concerie di Dhaka dove ogni giorno vengono prodotti 21.000 metri cubi di scarichi tossici, la spiaggia di Kumbh Mela nella quale trenta milioni di persone si riuniscono per bagnarsi nelle acque sacre del Gange, sono alcuni delle immagini di atroce bellezza che compongono questo ritratto. Vincitore nel 2005 del TED Prize per il proprio impegno nella causa ambientale, Burtynsky documenta con le sue immagini l’impatto dell’umanità sul pianeta. Celebri in tutto il mondo, le sue fotografie fanno parte delle collezioni di oltre cinquanta musei, tra cui la Tate di Londra, il MoMA  e il Gugghenheim di New York.
Ingresso libero
Lo schermo dell’arte è un progetto internazionale dedicato a esplorare e promuovere le relazioni tra Arte Contemporanea e cinema attraverso un Festival cinematografico annuale (che da diversi anni si svolge a Firenze), attraverso l’attività di promozione di artisti che lavorano con le moving images e con le nuove tecnologie.ue lavori moltodiversi, ma rappresentativi. Il corto di Emanuela Ponzano è un film sui popoliin fuga, spiazzante, visionario nella cura estetica, ma durissimo nell’affrontare il tema della diversità, dell’odio razziale verso i fuggitivi

 

19 luglio ore 21:15 – Piazza Collegiata   

CONCERTO – Greta Panettieri
Unadelle voci più affascinanti del panorama italiano e internazionale, cresciutaartisticamente a New York (dove nel 2010 pubblica l’album “The Edge Of Everything” con Decca/UMG, è musicista, cantante, compositrice e autrice di testi anche per le canzoni di artisti come Toquinho, Gegè Telesforo, Ainé. etc..
Nel 2016 e 2018, il Jazzit Awards la consacra come una delle dieci migliori cantanti jazz italiane. Nello stesso anno partecipa in più venti puntate come ospite fissa del programma “L’aria che tira” (La7) dove si esibisce con i migliori jazzisti del panorama italiano e internazionale...  
 
20 luglio > ore 21.50 – Pieve vecchia della Madonna
MASCAGNI
Drammaturgia di Alessandro Brucioni e Michele Crestacci 
Regia Alessandro Brucioni 
con Michele Crestacci
fisarmonica Massimo Signorini 
Mascagni è un altro ritratto di una serie di monologhi proposti con intelligenza e ironia, dal binomio Crestacci/ Brucioni, che raccontano una comunità, una città e il suo odore. Con le storie del pittore Amedeo Modigliani e del calciatore Armando Picchi abbiamo riscoperto lo spirito di una comunità e il sarcasmo perenne che riverbera per le strade di una Livorno terra ruvida, pittoresca e chiassosa. Una Livorno di scontri, rivoluzioni e arretratezza culturale. 
Una Livorno dove nel 1921 ebbe origine il Partito Comunista, dove operai e contadini tutte le domeniche si mettevano in coda con le loro piccole FIAT per correre al mare. Entrare attraverso la lente delle dolorose e epiche vicende di questi celebri personaggi è l’occasione per fare i conti con la cultura italiana del 900 e e con una Toscana diversa, ai margini dei grandi tour, sanguigna, provinciale e nello stesso tempo profondamente cosmopolita.  

 

21 luglio > ore 21.15 – Pieve vecchia della Madonna
FILIPPO BRUNELLESCHI  Nella divina proporzione 
di Giancarlo Giovine
Riduzione e regia di Giancarlo Cauteruccio
con Roberto Visconti 

musiche Gianni Maroccolo 
scenografia digitale e costumi Massimo Bevilacqua 
Teatro Studio Kryptoni

Filippo Brunelleschi-Nella divina Proporzione è un lavoro non documentaristico, una messa in scena di forte intensità nella quale lo spettatore, oltre a essere guidato nelle meraviglie brunelleschiane grazie alla suggestione visuale della scenografia dinamico/digitale del video mapping,  può rispecchiarsi in un corpo e in un immaginario complessi e magici allo stesso tempo. Cauteruccio, con la sua lunga esperienza di sperimentatore  e innovatore delle arti sceniche, immagina ancora una volta un viaggio visionario che coniuga il teatro con le nuove tecnologie da offrire al pubblico  sia nella trasmissione digitale che nello spazio fisico
 

22 luglio > ore 19.00 – Pieve vecchia della Madonna

LA VITA SALVA  
di e con Silvia Frasson 
In un periodo di difficoltà come questo che viviamo, raccontare
una storia che parla di solidarietà tra sconosciuti è un buon modo per non
essere soli in questo marasma di paure incertezze e fatiche.
Lo spettacolo, risponde ad un’urgenza di raccontare la vita, in tutte le sue forme, nei dolori imprescindibili, negli incontri inaspettati, negli eventi piccoli e grandi che si susseguono e si alternano, noncuranti di noi e dei nostri desideri.

ore 21.15 – Pieve vecchia della Madonna

DESTINAZIONE SUD
 
Proiezione documentari d’autore a cura di Associazione  cult. Strane genti
Una nuova prospettiva, Emanuela Ponzano, 2020, 15’
L’ospite, Paolo Muran, 2020, 35’
Una nuova prospettiva e l’ospite sono due lavori molto diversi, ma rappresentativi. Il corto di Emanuela Ponzano è un film sui popoli in fuga, spiazzante, visionario nella cura estetica, ma durissimo nell’affrontare il tema della diversità, dell’odio razziale verso i fuggitivi di ieri e di oggi, chiamandoci a rivedere il nostro ruolo di spettatori. L’ospite di Paolo Muran è invece un cortometraggio comico, che affronta con ironia le questioni più scabrose sollevate dall’epidemia di Covid19, in un’atmosfera surreale, grottesca e onirica. E’ anche un modo per fare satira sui nostri comportamenti in questo periodo, senza dimenticare i lutti e i dolori che la pandemia ha causato.
Un’opportunità, infine, per rivedere le immagini suggestive e già storiche di una Bologna deserta durante il lockdown.

Ingresso libero

 

23 luglio > dalle ore 10.00 alle 17:00 – loc. Il Poggio

INCAMMINARSI – SEMINARIO
Giornata di studio sulla danza e il movimento
Seminario di danza per non professionisti, a cura di Aldo Rendina Percorso per amatori sulle tracce del proprio corpo , “Incamminarsi”  è un  progetto dell’Associazione Sosta Palmizi, storica e importante compagnia di teatro danza con sede a Cortona,  pensato per il festival di Radicondoli e per chi non ha nessuna esperienza di danza.  
Partendo da movimenti lenti e organici, che richiamano la danza il tai chi e lo yoga cercheremo di praticare alcuni principi del movimento in consonanza con il respiro, gli spostamenti di peso, lo spingere ed il lasciare. In viaggio verso movimenti armonici e rispettosi della natura corporea. Sondare la bellezza e il piacere del movimento. Condividere il trovarsi per praticare, per scambiare, stando a contatto con se stessi, corpo e movimento.
Quota di partecipazione € 20,00 
Aldo Rendina danzatore e coreografo. Con Federica Tardito crea la compagnia tardito/rendina, condividendo l’interesse verso una poetica tesa
al piacere di osservarsi drammatici e sorprendersi ridicoli, cuore del loro lavoro. Conduce da anni attività pedagogica tra la danza e il teatro,
coltivando parallelamente la pratica della meditazione..

ore 19.00 – Pieve vecchia della Madonna

PER TUTTA LA VITA HO FATTO SOLO COSE CHE NON SAPEVO FARE 
di Remi de Vos 
Reading a cura di  Ciro Masella

La storia di un uomo che beve tranquillamente una birra in un bar e viene aggredito, verbalmente ma con inaudita violenza, da uno
sconosciuto. 
Una storia raccontata alla rovescia dalla vittima stessa, bloccatocon le spalle contro un muro dal branco furioso e assetato di vendetta; un vertiginoso fiume di parole, ultimo argine alla violenza bestiale del branco omofobo; un’illusoria richiesta di “umanità” attraverso cui l’uomo sbobina, avanti e indietro, il nastro della propria vita per comprendere e far comprendere ai suoi aguzzini come sia stato possibile arrivare a un esito così fatale. Un monologo elettrizzante e teso, adrenalinico e ipnotico, sul solcodel tragicomico. 
Rémi De Vos è uno dei più interessanti autori della nuova scena europea.

Prima Nazionale

ore 21.15 – Pieve vecchia della Madonna

DANI KARAVAN  La toscana fra memoria e segno contemporaneo
film documentario di Massimo Luconi 
Scultore, architetto, progettistica di opere uniche nel loro genere e di eccezionali interventi in profondo rispetto con l’ambiente naturale, Dani Karavan ( 1930-2021), recentemente scomparso è stato uno dei più significativi personaggi dell’arte contemporanea degli ultimi 60 anni, un artista completo che ha lavorato sempre su site specific in una dimensione di arte ambientale, sia che lavorasse nel deserto della sua Israele che in Toscana o nelle grandi città europee. 
La sua opera e la sua formazione hanno  avuto un profondo legame con la Toscana, fino dalle sue prime esperienze di giovane artista all’accademia di belle arti e  in particolare con il grande successo della mostra a Firenze a Forte Belvedere e a Prato al Castello dell’imperatore nel 1978, fino alle più recenti mostre degli anni 2000 a Pistoia e Firenze e  alle installazioni nello spazio della Fattoria di Celle. Le sue installazioni a Celle sono frutto di una lunga e profonda amicizia con Giuliano e tutta la famiglia Gori  e  testimoniano la sua eccezionale opera in simbiosi con la natura e con gli spazi naturali. .
Lo spettacolo, risponde ad un’urgenza di raccontare la vita, in tutte le sue forme, nei dolori imprescindibili, negli incontri inaspettati, negli eventi piccoli e grandi che si susseguono e si alternano, noncuranti di noi e dei nostri desideri.
Ingresso libero
24 luglio > ore 21:15 – Pieve della Madonna
Alessandro Benvenuti in
PANICO MA ROSA  Dal diario di un non intubabile
di Remi de Vos 
Reading a cura di  Ciro Masella

59 giorni di lockdown. 59 pagine di diario che raccontano l’isolamento obbligatorio di un autore attore che privato del suo naturale
habitat: il palcoscenico, decide di uscire dalla sua proverbiale ritrosia e raccontarsi per la prima volta pubblicamente e con disarmante sincerità come persona. Sogni e bisogni, ricordi e crudeltà, fantasie e humor. Un viaggio nella mente di un comico che nel cercare un nuovo senso della vita per non impazzire, reinventa il passato di chierichetto, stabilisce inediti e proficui rapporti con tortore, passerotti, merli, cornacchie, piccioni e gabbiani.
Mescola sogni e aneddoti. Progetta linguaggi comico barocchi. Decide di rinascere a nuova vita digerendo il suo passato e i fantasmi che lo hanno abitato con la spudoratezza che solo gli adulti che si stufano di essere tali possono vantare. E attraverso questa comica forza eversiva sperare, per una volta ancora, di tornare bambino, anzi, bambinaccio, prima di tacere per sempre nel naturale Finale di 
Partita che pazientemente attende in un punto imprecisato del Fato tutti gli esseri umani. Diciamo insomma che drammaturgicamente
parlando ‘Panico ma rosa’ è di genere Po Ca Co: Poetico Catastrofico Comico. 
                                                                                                                                                                                                                                                        Alessandro Benvenuti 

 

 

25 luglio > ore 16:00 – loc. Il Poggio

PREMIO RADICONDOLI PER IL TEATRO

La dodicesima edizione del Premio “Radicondoli per il teatro” quest’anno premia per la   sezione maestri e per la sezione progetti, da alcune edizioni si è aggiunto un ulteriore premio per il particolare uso di nuove tecnologie, nel nome di Walter Ferrara, personalità di grande cultura con un’attività che si è esplicata nel teatro e anche nel campo del cinema, della fotografia e nuove tecnologie. La giuria composta da Valeria Ottolenghi, Rossella Battisti, Enrico Marcotti, Sandro Avanzo, Claudia Cannella e per la parte organizzativa da Elena Lamberti si avvale anche delle indicazioni del pubblico e degli operatori teatrali.

 

ore 19.15 – Podere la fonte

BISBIGLIATA CREATURA  #terra_site specific
Ideazione e Regia: Mariella Celia
Coreografia,ricerca drammaturgica del movimento: Mariella Celia in collaborazione con Cinzia Sità  
Interpreti: Mariella Celia, Cinzia Sità
Produzione: Associazione Sosta Palmizi
A monte di questo progetto di danza c’è la necessità e l’urgenza di ritrovare una percezione materiale del corpo sensibile e a tutto un sistema di relazioni che il corpo instaura con l’ambiente esterno, attivando un prolungamento del nostro essere e della nostra soggettività verso una dimensione permeabile: la mano che tocca è anche toccata, in un gesto che trasforma ciò che percepisce in ciò che è percepito.
In questo incontro tra Mariella Celia e Cinzia Sità, due artiste, due donne, amiche e colleghe differenti per età, per fisicità, si fa esperienza di tutto questo. E’ come stendere un foglio bianco, rimettersi al mondo per la prima volta e cominciare a riscrivere la propria storia da sole e poi in relazione con l’altro/a.
Cosa siamo prima della nascita? E quando si nasce che succede? Che significa incontrare? Quali sensi sono determinanti affinché l’incontro sia tale? Quando si incontra il mondo per la prima volta che succede? Quando si incontra l’altro per la prima volta che succede? Quando lo si avvicina fino a toccarlo per la prima volta che cosa succede? Che trasformazione si attua nel proprio essere da un punto di vista fisico, emotivo, spirituale?.

ore 21.15 – Pieve vecchia della Madonna

UTOYA  
di Edoardo Erba
Regia Serena Sinigaglia
con Arianna Scommegna e Mattia Fabris

il 22 luglio 2011, in Norvegia. Anders Behring Breivik, “il mostro”, scatena l’inferno. Otto morti con un’autobomba a Oslo, un diversivo e poi il vero obbiettivo: 69 ragazzi laburisti uccisi uno a uno nell’isola di Utøya, il ‘paradiso nordico’, sede storica dei campeggi estivi dei giovani socialisti di tutto il mondo. La narrazione restituita dai media era distorta, faziosa e arbitraria: una delle tante tragedie causate da “pazzi” armati, come quelle che succedono spesso in America. Insomma quel genere di fatti per cui scuoti la testa e passi oltre fino a dimenticartene.
Niente di più sbagliato. Scoprivo che la strage era stata pianificata per anni, con lucidità e coscienziosità al limite del maniacale, e che non era contro un obbiettivo a caso ma contro il cuore delle giovani “promesse” del socialismo europeo. 
Era una strage politica.“Utoya” è il tentativo di fare memoria e denuncia senza fare “teatro civile”, è a pieno titolo una tragedia contemporanea. Guardare ad essa è come guardare a Medea, a Edipo, a Baccanti, con la sola differenza che quanto qui viene narrato è accaduto davvero.E, forse, potrebbe ancora accadere se non facciamo attenzione a chi siamo, a quale società stiamo contribuendo a costruire, al mondo che vogliamo lasciare in mano ai nostri figli.  
Serena Sinigaglia 

 

26 luglio > ore 21.15 – Pieve vecchia della Madonna

E BASTAVA INTUIRE UNA CAREZZA  Vita anarchica e poetica di Piero Ciampi
Regia di Massimo Luconi
Con Arianna Sommenga e giulia Bertasi alla fisarmonica 
Cosa Dopo lo studio di preparazione realizzato per il Radcondoli festival del 2019, il lavoro su Piero Ciampi, frutto di una collaborazione fra la compagnia Atir e il festival di Radicondoli, viene riproposto in maniera compiuta, a seguito di un percorso in varie città italiane che ha riscosso un enorme successo. 
Un recital attraverso le parole, le canzoni, il vino, le fughe, gli amori nella grande poesia di Piero Ciampi, un personaggio d’eccezione negli anni 60 e 70, che vedono il nascere della nostra musica d’autore. Fuori dalle regole e disadattato al sistema, la sua opera e la sua vita sono delle porte che si spalancano sui mondi più affascinanti e oscuri della canzone e della cultura italiana del dopoguerra: una vita a precipizio: fuori dalle logiche e dagli schemi, il percorso di un diverso che, forse, era solamente un poeta.   
Produzione Atir e Radicondoli Festival
 

27 luglio > ore 18.30 – Chiesa Collegiata

 
CONCERTO DI ORGANO E CANTO
Gabriele Giacomelli – organo
Maria Elena Romanazzi – canto
L’organo della collegiata di Radicondoli è un pregevole strumento costruito nel 1846 dall’organaro Michelangelo Paoli e includente materiali molto più antichi. Vi sono, infatti, canne che datano al sec. XVI. È un tipico organo toscano di notevoli dimensioni per la media degli organi del tempo, tanto che conta ben 64 tasti con la controttava e quasi 30 registri. Fra questi ve ne sono alcuni piuttosto rari come il Corno cinese, il Flautone e i Campanelli. Ma uno in particolare costituisce un’autentica rarità. Si tratta della celestiale “Armonica a cristalli”, costituita da placche di cristallo intonate in scala e che vengono percosse da martelletti azionati dai tasti.
Il programma del concerto prevede l’esecuzione di un repertorio di Domenico Zipoli, Georg Friedrich Haendel, Giovanni Battista Pergolesi, Antonio Vivaldi e anche con pagine di compositori toscani del Sette e Ottocento. Inoltre sarà eseguito il dittico “REsil(I)ent”per voce ed organo accessoriati, per esaltare il suono etereo di un organo particolare (con soli registri di campanelli e cristalli, sonorità peculiari dell’organo di Radicondoli): un’opera della compositrice Roberta Vacca realizzata per l’organo di Radicondoli e presentata in prima assoluta. 

Gabriele Giacomelli docente di Storia della Musica presso il Conservatorio «G. B. Martini» di Bologna, svolge un’intensa attività concertistica                        in tutta Europa, in USA e in America del Sud. Ha inciso due CD dedicati a Domenico Zipoli e un CD dedicato a L’organo a Firenze dai Medici                     all’Unità d’Italia.

Maria Elena Romazzi è cantante-performer dalla formazione eclettica, specializzata nel repertorio contemporaneo.                                                                    Si è esibita nei Teatri di tutta Europa prendendo parte a numerose prime esecuzioni assolute.

Produzione Speciale Radicondoli Festival
Ingresso libero
 
ore 21.30 – Pieve della vecchia Madonna
L’ESPERIMENTO 
di e con Monica Nappo
Costumi e scene Barbara Bessi
Credo che  sia sempre piu’ necessario un teatro che ci avvicini, con storie comprensibili, ma originali. Originali nel senso di uniche, umane. 
Talmente umane da sperare di essere universali. C’e’ bisogno di ridere delle nostre vicessitudini, quando si puo’. Credo che questo sia una costante  che  e’ propria della natura del teatro. Pandemia o meno. 
Farsi domande, riderci su di quel che ci e’ capitato, cercando di ricostruire dove si puo’ qualche pezzo. Di unire i puntini quando si puo’, per vedere che disegno vien fuori. 
Monica Nappo
Prima Nazionale

 

28 luglio > ore 18.00 – Centro storico Belforte

 
CONCERTO DI MUSICA DA CAMERA
L’organo nel contesto del primo festival di musica camera che si tiene a Belforte ( Belfortissimo)con la presenza di alcuni componenti di OCRA l’orchestra da camera di Radicondoli e con il coordinamento del maestro Edoardo Corradini .
A cura del circolo Arci di Belforte.
Ingresso libero
ore 21.30 – Pieve della vecchia Madonna
PIERRE E JEAN 
dal romanzo di Guy de Maupassant
drammaturgia di Massimiliano Palmese
Regia di Rosario Sparno
con Raffaele Ausiello e Carlo Caracciolo
Ho riscritto la storia corale di Pierre e Jean per due soli
interpreti, che in scena vestono sia i panni maschili dei fratelli Roland che
quelli femminili della madre e della giovane Rose: la sfida è sommare all’acuto
ritratto che Guy de Maupassant fa della vorace borghesia moderna un gioco di
travestimenti e di scambi, per divertire e/o allucinare, tentando di
reinventare in forma di gioco teatrale un piccolo capolavoro della letteratura
europea”.
Massimiliano Palmese  
Produzione Radicondoli Festival

 

29 luglio > ore 19.15 – Agriturismo Belcanto

CONCERTO JAZZ BRASILIANO 
DUO LUNE & SOLEIL
Francesca  Perissinotto e  Lourival  Silvestre interpretano  una musica brasiliana ricca in colori, la Bossa-Nova  e il Chôro, suonando gli strumenti tipici , come la chitarra, il cavaquinho, il flauto e il canto, che sono quelli della nascita de questa musica. 
Un viaggio tra i piu importanti compositori : Tom Jobim, Hermeto Pascoal, Pixinguinha, ma anche con qualche composizione, originale sempre nello stesso stile. 
ore 21.15 – Pieve della vecchia Madonna
L’IMPORTANTE E’ CHE CI SIA QUALCUNO Una storia da A. B. Yehoshua
Regia di Marco Isidori
con Maria Luisa Abate
Dal romanzo “L’amante” di Abraham B.Yehoshua, il denso capitolo dove si dipanano le vicende dell’anziana Vaduccia Hermoso, la novantasettenne ebrea che nell’ultimo, estremo scorcio della sua vita, “risvegliandosi” da una malattia che le aveva tolto ogni consapevolezza vitale, rendendola pressoché un vegetale, anzi addirittura un minerale (una “pietra” dice di sé medesima, infatti), si trova a dover condividere il quotidiano con un ragazzo arabo piovuto quasi dal cielo. 
Dopo un’iniziale reciproco sospetto, riesce, lei, Vaduccia, vecchia stravagante, piena di pregiudizi, carica degli intoppi emotivi di tutta un’ esistenza, non solo a relazionarsi col suo giovanissimo “nemico”, ma a giungere persino alla gioiosa scoperta di provare per lui un sentimento amoroso.
Prima Nazionale
 

30 luglio > ore 21.15 – Palestra

MAZE / COMPAGNIA UNTERWASSER
Maze è una live performance di ombre nella quale sculture e corpi tridimensionali sono proiettati dal vivo su un grande schermo. Le tre performers animano a vista gli oggetti e utilizzano le fonti luminose come telecamere, creando attraverso materie effimere l’illusione di assistere a una pellicola cinematografica.
 Campi lunghi, dettagli, carrellate, soggettive sono resi grazie al movimento di luci e oggetti.La
narrazione è frammentata e gli occhi che guardano il mondo sono quelli di una
donna. Le scene della sua vita si susseguono come frammenti lirici che
racchiudono istanti salienti. Poesie visuali che svelano e illuminano emozioni,
pensieri, ricordi e intuizioni.
Non ci sono parole ad accompagnare le immagini ma una colonna sonora originale, che si intreccia con esse divenendo parte integrante della drammaturgia.
 

31 luglio > ore 21.15 – Pieve della vecchia Madonna

FLO  Brave ragazze – IL CONCERTO

 

 
FLO – Canto narrazione
Cristiano Califano- chitarra  
Michele Maione – percussioni 
Il concerto prevede racconti e canzoni: dalle rielaborazioni di classici della tradizione del sudItalia (Me voi pe te, Connola senza mamma, Ferma zitella), alle traduzioni in italiano di brani provenienti dall’area Latina (Milonga con sauce e Maldigo del alto cielo). Melodie emozionanti, ma soprattutto espressioni di un punto di vista femminile, quanto mai indomabile e coraggioso.
Un viaggio tra i piu importanti compositori : Tom Jobim, Hermeto Pascoal, Pixinguinha, ma anche con qualche composizione, originale sempre nello stesso stile. Cantautrice, autrice, attrice di teatro e imprevedibile entertainer, ha debuttato giovanissima nel
mondo del teatro musicale, ha realizzato colonne sonore per il cinema e per il teatro, condotto una trasmissione per la radiotelevisione svizzera, partecipato a diversi documentari per la Deutschlandfunk Kultur. 
Per Flo musica, teatro, scrittura sono soltanto modi diversi di raccontare se stessi e la vita; non esistono barriere se non per essere travalicate. Brave Ragazze è anche un disco in uscita nel 2021 a cui hanno partecipato gli ospiti Peppe Servillo e Paolo Angeli.
E inoltre….Raccontafiabe
Formazione per giovani e non professionisti. Incontri con autori, registi e protagonisti degli eventi e con gli artisti coinvolti nei progetti di arte contemporanea che condurranno anche stage di approfondimento sul loro lavoro e sui mestieri dell’arte.
 

Relazione del direttore Massimo Luconi

Dopo tutto questo tempo di vuoto e di assenza, il teatro diventa uno dei mezzo possibili per sentirsi in empatia con gli altri ripartendo dal rapporto con il pubblico e guardando serenamente al futuro, cioè immaginare quello che sarà possibile senza limitarsi a soluzioni che rispondono all’emergenza, che si concentrano sull’oggi facendosi dettare i ritmi mentali e corporei dal clima dalle paure più o meno imposte da un sistema di comunicazione assordante.

Abbiamo deciso di dilatare il Festival, con una prima azione a fine luglio / agosto per poi tornare ad abitare lo spazio pubblico a inizio settembre: un’esperienza pilota per guardare al futuro, per esplorare assieme alle istituzioni locali, regionali e nazionali le possibilità di riportare il lavoro degli artisti, dei tecnici, degli organizzatori al centro di un meccanismo di ideazione. E trovare nuovi modi di parlare al pubblico, nell’istantaneità degli eventi e nella possibilità di fruire l’esperienza del Festival attraverso anche altre possibilità comunicative.

Un progetto che parte dalle norme di sicurezza per inventare altre modalità di  stare insieme, un’ occasione imprescindibile per spostare il fuoco sul nostro paesaggio teatrale, martoriato dal lockdown e dalle discrepanze dei sussidi.

Il festival di Radicondoli ha scelto e sviluppato fortemente da tempo l’idea di fare teatro in mezzo alla gente e per la gente. Non solo per divertire con spettacoli di intrattenimento ma per utilizzare il progetto  festival come momento fondante di riflessione sulle tematiche del nostro contemporaneo.

Sono un regista, in alcuni momenti mi sento come un antropologo, non mi pongo di fronte a una programmazione, a delle scelte artistiche come un intellettuale: del resto non ho mai vissuto la regia come fine a sé stessa, quanto piuttosto come un teatro che racconta, fa riflettere, emoziona. Mi piace pensare a un  festival come se fosse una grande regia su un territorio in cui superare la sfera dell’intrattenimento puro.

Penso sempre che il teatro abbia una dimensione spettacolare ma anche una introspettiva.

Negli ultimi anni abbiamo sempre più delineato una narrazione e articolazione spettacolare sintonizzata sulle caratteristiche architettoniche e ambientali del contesto territoriale tanto nell’approccio agli spazi fisici quanto nelle linee  di ricerca artistica, strutturando molto spesso gli spazi scenici in simbiosi con il contesto naturalistico e limitando a pochissimi elementi basici gli allestimenti tecnici. E se questo periodo mette a dura prova lo spettacolo dal vivo, dall’altro rappresenta anche un’opportunità per riaffermare la vocazione e l’identità del Festival, fortemente legata all’uso dello spazio naturale che diventa scenografia e al rapporto diretto e coinvolgente con il  pubblico.

L’energia del progetto festival in questa edizione, in maniera ancora più  matura e consapevole, cerca di  essere un punto di incontro tra i vari linguaggi dell’arte, offrendo  un intenso programma  di spettacoli di teatro e danza, concerti, spettacoli per bambini, incontri con artisti e molte altre iniziative, come degustazioni di prodotti a km zero.

In questa edizione vogliamo continuare a  sottolineare il fondamentale  ruolo dell’attore che con il suo millenario sapere  unisce a  una profonda umanità il saper fare e la memoria antica e contemporanea della nostra civiltà: l’attore come fulcro della comunicazione, come sacerdote di una cerimonia che appartiene alla comunità e a tutte le tipologie di pubblico. Allo stesso modo, la letteratura, la scrittura e l’elaborazione drammaturgica saranno linee trasversali che percorrono  tutto il festival con testi inediti e di grandi autori contemporanei. Focalizzeremo l’attenzione su un grande autore senese, oramai considerato uno dei grandi scrittori del primo novecento Federigo Tozzi, che descrive mirabilmente quel microcosmo a metà strada fra la dura vita di campagna  e la piccola borghesia cittadina.

Sarà un Festival modulato per essere accessibile a tutti,  accogliendo non solamente  professionisti del mondo teatrale e musicale ma  anche interventi da artisti e teorici della scena e dell’arte con cui eravamo in dialogo. 

E continuando l’attenzione verso il segno artistico  contemporaneo iniziato nella scorsa edizione con il lavoro di Franco Ionda, quest’anno ospitiamo una personale e originale mostra di Massimo Biagi, Miradario con un progetto pensato per il festival, un lavoro che afferma ancora di più l’intenzione di Radicondoli di diventare un centro di attrazione e produzione per gli artisti italiani e europei.

Ma un Festival è anche una festa e un rito sensuale e comunitario, che immunizza dalle paure e facilita le relazioni inceppate dal tempo, un festival produce ossigeno, e accende fuochi immaginativi ed emozionali, è catartico e costruttivo. Inoltre un Festival che si fonda sull’effimero di eventi immateriali  e perituri, crea comunque indotto, economia, lavoro  e Radicondoli Festival è diventata un’impresa  culturale che incide sul territorio locale sia dal punto di vista economico, sia relativamente all’attrattività turistica, sia generando posti di lavoro e  formando competenze avanzate.

Massimo Luconi

Torna su