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Radicondolifestival 2020 - 34° Edizione

ATTO 1 > 29 LUGLIO / 7 AGOSTO
ATTO 2 > 4-6 SETTEMBRE

Saldare la terra con il cielo

ATTO 1 > 29 luglio – 7 agosto

29 luglio > ore 21.30 – Piazza Collegiata

QUELLO CHE CONTA
Ginevra Di Marco canta Luigi Tenco
Con Francesco Magnelli, pianoforte e magnellophoni
Andrea Salvadori, chitarre, tzouras e loop
Una delle voci più belle e limpide della musica italiana fra pop e tradizione, affronta il mondo poetico e musicale di un grande mito che ci ha lasciato uno straordinario patrimonio di cultura musicale e di nostalgia per la bellezza delle sue canzoni. Le canzoni immortali di Tenco con le splendide melodie e le partiture originali degli archi sono appositamente riscritte per questo progetto in un viaggio attraverso i capolavori di uno dei maestri della musica italiana.

30 luglio > ore 16.00 – al Poggio

PREMIO RADICONDOLI PER IL TEATRO XI edizione
La giuria composta da Valeria Ottolenghi, Rossella Battisti, Enrico Marcotti, Sandro Avanzo, Claudia Cannella, con l’organizzazione di Elena Lamberti, assegnerà un premio per la sezione Maestri e per la sezione giovani critici, avvalendosi anche delle indicazioni del pubblico e degli operatori teatrali. Inoltre, nel ricordo di Valter Ferrara, verrà menzionata l’attività di una compagnia di teatro giovane che abbia saputo valorizzare l’uso di video e tecnologia come elemento drammaturgico.

30 luglio > ore 18.00 – Palazzo Bizzarrini, sala mostre 

TRA CIELO E TERRA-TEATRO DI FIGURE
Vernissage della mostra di Massimo Biagi Miradario,
a seguire perfomance dell’artista Massimo Biagi, divenuto in arte Miradario, si esprime con diversificazione, profondità e dinamismo, in pittura, nella ceramica e nella grafica, poi divenuta “Graficismo”, nella scultura, prima in pietra poi in legno, e successivamente in carta e colla; nell’esperienza figurale che si è fatta astratta, poi si è concettualizzata, si è ridefinita come “Figuratista”. Graficismo e Figuratismo, quindi, e tutti questi momenti conditi da scritti, riflessioni, libri d’artista letti, recitati, messi in forma teatrale, proposti al pubblico in momenti poetici intensi assieme a Debora Di Bella, cantati anche. Più di cinquanta anni di attività aperta, e al contempo riservata e solitaria. Per il Festival di Radicondoli presenta i Tre Angeli in Conflitto e Lotta, e il progetto del telo sospeso Teatro di Figure tra Cielo e Terra.

30 luglio > ore 21.30 – Pieve vecchia della Madonna

L’ANGELO DI KOBANE di Henry Naylor
Con Anna Della Rosa
Regia Simone Toni
Chi ricorda l’assedio di Kobane? Sono passati pochi anni, eppure di quei tragici fatti della guerra civile siriana resta una memoria evanescente e confusa. Il pluripremiato autore inglese Herny Naylor ha condotto una lunga indagine, fatta di ricerche e interviste su quanto accaduto e ne ha tratto un magmatico racconto, un flusso di coscienza che prende spunto da una storia vera: quella di una giovane donna, una contadina kurdo-siriana, che avrebbe voluto studiare, diventare avvocato, e invece abbracciò il kalashnikov, fino a diventare un implacabile cecchino delle truppe che combatterono contro l’Isis.

31 luglio > ore 21.30 – Pieve vecchia della Madonna 

ARMANDO PICCHI di Alessandro Brucioni / Michele Crestacci
Con Michele Crestacci
Regia Alessandro Brucioni
Armando Picchi portò nell’Inter di Herrera e Moratti tutto lo spirito ribelle e combattivo ereditato dalla sua Livorno. Quello spirito fece il cemento fortissimo di una squadra italiana che vinse tutto al mondo, vanto della Milano capitale emergente della società industriale. Attraverso una narrazione comica e intensa viene ricostruito il percorso umano e professionale del calciatore Armando Picchi. Un simbolo di serietà, fedeltà e sacrificio. Un allenatore in campo, un punto di riferimento per la squadra nello spogliatoio, un uomo forte pronto al sacrificio: un vero capitano.

1 agosto > ore 18.30 – Podere la Fonte   

IL PODERE
lettura a cura di Francesco Argirò e Antonella Miglioretto
dall’opera di Federigo Tozzi
Federigo Tozzi (Siena 1883 – Roma, 1920) è uno dei più importanti narratori italiani del Novecento, descrive un mondo fra la campagna e la piccola borghesia cittadina, fatto di  ansia, e paura con una  realtà che è minacciosa, incombente, aggressiva. Il protagonista è Remigio, che alla morte del padre riceve in eredità un podere, conteso sia dalla matrigna che dalla vecchia amante del padre. È essenzialmente la storia di “un uomo senza qualità” che subisce la crudeltà di tutti i personaggi di quel microcosmo, e alla fine uno di loro, che lo odia apparentemente senza ragione, lo uccide.Il grande autore toscano genius loci della terra senese, verrà ricordato, nel centenario della morte, attraverso questa lettura in aperta campagna nell’aia del podere La fonte a cui si accede dopo una breve camminata dal centro di Radicondoli.
Ingresso limitato a 25 persone

1 agosto > ore 21.30 – Pieve vecchia della Madonna

IL BUIO OLTRE LA SIEPE  di Harper Lee
Interpretazione e regia  Arianna Scommegna
Harper Lee, premio Pulitzer 1960, scomparsa nel febbraio 2016 all’età di 89 anni, ha scritto un solo libro nella sua vita: Il buio oltre la siepe. Oltre la siepe c’è l’ignoto, un ignoto che fa paura proprio perché non lo si conosce. E la paura di ciò che è oscuro ma anche solamente diverso genera pregiudizio. Ambientato in una piccola cittadina dell’Alabama nella prima metà del ‘900, è una storia più che mai attuale raccontata in prima persona da Scout, una bambina che con la sua purezza e innocenza accende una piccola fiamma nel buio di una comunità spaventata, chiusa e razzista.

2 agosto > dalle ore 17 alle 19.00 Scuderie

spazio sonoro per un ascolto intimo: frammenti di spettacoli e concerti
ingresso limitato a 5 persone ogni 30mn

2 agosto > ore 21.30 – Pieve vecchia della Madonna

MAMMAMIA!  di e Con Maria Cassi
Il teatro di Maria Cassi si fa antidoto alle terribili paure delle attuali diversità dove le varie provenienze dei popoli e dello loro culture sono, in realtà, il patrimonio condivisibile di una nuova, potente, naturale e bellissima alleanza.Ci prende e si prende in giro la Cassi, col cuore sempre aperto e l’entusiasmo di chi vive una passione vera e un immenso amore per il proprio mestiere e per l’umanità tutta.Comicità pura che diventa poesia quando colpisce le viscere di chi ascolta e partecipa al “rito” del Teatro e contribuisce a far sì che quel momento diventi unico, irripetibile, magico.

3 agosto > ore 17.30 – Al Poggio

presentazione del nuovo libro di Giulia Calligaro
Esercizi d’amore – Pratiche di morbidezza per il corpo e il cuore
Illustrazioni di Gabriele Saveri
Ananda Edizioni
Il volume nasce dopo il successo di Esercizi di Felicità, di cui può considerarsi un ideale proseguimento. In copertina al primo libro c’è un grande girasole: e così facevano quegli esercizi, rivolgendo ogni esperienza alla luce. Nel nuovo libro in copertina c’è un papavero: un fiore bellissimo, che non si fa toccare senza farsi sciupare. Che bisogna amare senza possesso. Così agiscono questi nuovi esercizi che ci aiutano a liberare i canali del cuore, attraverso la scrittura intima e la poesia unite alla pratica dello yoga, lasciando scorrere il flusso più alto della vita.

3 agosto > ore 19 Pieve vecchia della Madonna

PER TUTTA LA MIA VITA HO FATTO SOLO COSE CHE NON SAPEVO FARE di Remi De Vos
Regia e interpretazione Ciro Masella
Anteprima, primo studio
La storia di un uomo che beve tranquillamente una birra in un bar e viene aggredito, verbalmente ma con inaudita violenza, da uno sconosciuto. Una storia raccontata alla rovescia dalla vittima stessa, bloccato con le spalle contro un muro dal branco furioso e assetato di vendetta; un vertiginoso fiume di parole, ultimo argine alla violenza bestiale del branco omofobo; un’illusoria richiesta di “umanità” attraverso cui l’uomo sbobina, avanti e indietro, il nastro della propria vita per comprendere e far comprendere ai suoi aguzzini come sia stato possibile arrivare a un esito così fatale. Un monologo elettrizzante e teso, adrenalinico e ipnotico, sul solco del tragicomico. Rémi De Vos è uno dei più interessanti autori della nuova scena europea.

3 agosto > ore 21,30 Pieve vecchia della Madonna

FACCIALIBRO-il post delle fragole di e con Alberto Severi.
Alberto Severi racconta il suo esordio – 56enne – su Facebook, nel 2017: “Allora, io volevo starne fuori, ma a quanto pare non si può. Ciao a tutti e… niente pettegolezzi…”, fu il suo primo post, (con la sua brava citazione da Pavese, a dare da subito un certo tono). Da allora, nei successivi tre anni e mezzo, mentre i giovani più cool trasmigravano su Instagram, quelli più trash su Tik-tok, e quelli più engagé su Twitter, nel social network più basic e obsoleto i suoi post narrativi hanno via via trovato un piccolo zoccolo duro di pubblico entusiasta, che lo ha ripetutamente incoraggiato a pubblicarli in un libro, o a trasformarne una selezione mirata in monologo teatrale, compresi quelli scritti durante il lockdown, durante la pandemia mondiale. Questo testo, di cui è autore e interprete, è l’esito, divertente e sentito, di quei consigli.
Prima nazionale

4 agosto > ore 18.30 – Podere la Fonte

L’APPRODO
Liberamente tratto da un racconto di G. Kanafani
Adattamento e regia di Patrizia di Martino
Con Dalal Suleiman
Il racconto dell’autore palestinese ci porta in una giornata piovosa, grigia, le persone non sono per le strade ma al riparo nelle proprie case, solo una signora è in giro. Chi è? Non si è mai vista da quelle parti e per giunta non frequenta la chiesa, lei non prega. È vestita con un semplice abitino accollato, ha scarpe consumate, forse ha voluto nascondere la sua povertà. Occhi profondi, segni sul viso di chi ha patito e continua a patire le ingiustizie della vita, ma la curiosa signora è in cerca, si vede che è in cerca di qualcuno o qualcosa… e ha tanta voglia di raccontarsi.
Ingresso limitato a 25 persone

4 agosto > ore 21.30 – Pieve vecchia della Madonna

IL FOLLE VOLO
L’ULTIMA NOTTE DI AMELIA ROSSELLI di Ulderico Pesce e Maria Letizia Gorga
Con Maria Letizia Gorga
Regia Ulderico Pesce
Musica dal vivo Stefano De Meo
Questo spettacolo vuole essere un omaggio alla più grande poetessa della seconda metà del Novecento, così come la definì Pierpaolo Pasolini. Amelia Rosselli, in prima persona, racconterà se stessa attraverso la voce di Maria Letizia Gorga. La sua vita, la sua multiforme arte, le sue ossessioni. Il percorso emotivo e politico di Amelia, attraverso le sue parole, i suoi versi, il racconto di una rifugiata dalla vita in dialogo con la sua amata musica, composta, arrangiata ed eseguita dal vivo da Stefano De Meo.

Prima nazionale

5 agosto> ore 19.00 – Prato alle querce delle Canterie

DEL CORAGGIO SILENZIOSO di e con Marco Baliani
Collaborazione alla drammaturgia Ilenia Carrone
Di solito si associa alla parola “coraggio”, un’azione eclatante, dettata da un’urgenza impellente, un’azione che sfida la morte e se ne appropria, mostrando una luminosa presenza dell’umano. È il coraggio “numinoso”, visibile, mostrato, che accade in condizioni estreme, e che diviene poi epos, racconto, esempio.
Ma c’è un altro tipo di coraggio, silenzioso e non appariscente, ed è di questa declinazione della parola Coraggio che questo spettacolo vuole parlare. Il coraggio silenzioso agisce nell’essere umano quasi inaspettatamente, non presuppone una tempra guerriera, non si staglia sulla scena per mostrarsi nella luce, non si aspetta ricompensa, neppure quella, postuma, del racconto esaltante.
Alle 18.00 da piazza della Collegiata passeggiata (facoltativa) per raggiungere Le canterie

6 agosto > ore 21.30 – Pieve vecchia della Madonna

LO SPIRITO DELLA TERRA
Dall’opera di Niyi Osundare e altri poeti africani
Architettura sonora con Monica Demuru, voce e canto
Cristiano Calcagnile percussioni e progetto musicale    
A cura di Massimo Luconi
Progetto speciale Radicondolifestival
L’impegno politico e l’attenzione alla causa dell’oppressione e dell’ingiustizia sociale si legano indissolubilmente alla denuncia di una natura altrettanto sfruttata e depredata, entrambi i temi percorrono in forma più o meno esplicita l’opera di molti poeti e autori africani, dove, accanto a reminiscenze e rimandi alla grande poesia occidentale, è presente e costante una forte spiritualità e la rivendicazione di fiera appartenenza alla cultura e alla tradizione della propria terra.
La poesia è l’essenza dell’anima nera e la poesia per gli africani si realizza soltanto se diventa canto, parola e musica nello stesso tempo. In molte delle sue parti, il lavoro poetico di quasi tutti gli autori africani è concepito per una perfomance pubblica con l’ausilio di strumenti musicali indicati con precisione.
Dopo un primo studio presentato al festival di Radicondoli nel 2018 abbiamo lavorato in maniera più approfondita su una partitura dove la parola, la musica e il canto si uniscono in un’unica struttura narrativa, in un’avvolgente alchimia di ritmi, di suoni e di voci.
Massimo Luconi

7 agosto > ore 18.30 Belforte

VARIAZIONI FURIOSE
Dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
Con Federica Fracassi
Al violoncello Lamberto Curtoni
A cura di Federica Fracassi e Massimo Luconi
L’Orlando Furioso è un romanzo d’amore, un’opera rock, un fumetto, un film di fantascienza, una fantasmagoria che trascende la pur calzante definizione di poema cavalleresco. All’interno della sua variegata geografia si intrecciano sentieri e vite che parlano al nostro presente con forza, ironia e disperazione: un mondo giovane e pieno di vita e di contrasti, così vicino alle furie adolescenti.
Srotolare questo intricato gomitolo significa seguire di volta in volta un punto di vista e trovare la forma che possa restituire a ogni personaggio il suo peso all’interno dell’opera.

prima nazionale

7 agosto > ore 21.30 – Piazza della collegiata

MAESTRALE Filippo Gambetta Trio concerto
Con
Filippo Gambetta  organetto diatonico
Sergio Caputo  violino 
Fabio Vernizzi  piano
I tre musicisti creano un connubio sonoro tra temi che si rifanno agli idiomi e alle forme delle musiche tradizionali europee, in particolar modo di Italia, Francia e Irlanda, uniti a quelli della rumba gitana e delle musiche nord africane e brasiliane.
Un viaggio musicale che parte dalla passione per le musiche di tradizione ma anche dalla scrittura di musiche nuove ad esse ispirate, con un repertorio incentrato su melodie sia da ascoltare che da danzare.
Inoltre
Raccontafiabe a cura di Rabel
Mostra di Massimo Biagi “Miradario” aperta durante il festival

 

ATTO 2 > 4-6 settembre

4 settembre > re 21.00 – Pieve vecchia della Madonna

IL VOLO DI MICHELANGELO di Nicola Zavagli
Con Beatrice Visibelli e Marco Natalucci
Regia Nicola Zavagli
Al violoncello Dagmar Bathmann
Un racconto teatrale per voce e violoncello. Un lungo volo nella vita d’un mito. Quasi una fiaba popolare, a volte poetica, a volte ironica. Per ripercorrere tutto d’un fiato il mistero concretissimo del genio indiscusso dell’arte universale. Un invito alla conoscenza. La leggenda artistica e biografica sarà messa al confronto con alcune verità storiche emerse dopo quattro secoli di indagini critiche che hanno frugato in ogni dettaglio della sua vita. Il racconto sarà appassionato, popolare, divertito in una drammaturgia tra affabulazione e gioco scenico, in continuo rapporto con la musica dal vivo.

5 settembre > ore 18.00 – al Poggio

Progetto nuova drammaturgia
LA VISITA di Marcello Benfante
Reading a cura di Lisa Capaccioli e Francesco Dendi
Un nuovo testo fresco di scrittura che dalla pagina stampata per la prima volta si confronta con il pubblico in una dimensione teatrale. La visita è un romanzo memoriale sospeso fra biografia e sogno, fra racconto orale e ricostruzione storica, un viaggio nell’Italia ferita e nella storia personale di uomini semplici e coraggiosi. Il racconto muove da un sogno e percorre a ritroso un lungo viaggio nella memoria familiare di uno zio molto amato nel ritratto di una nazione umiliata e offesa, in uno dei momenti più tragici: la prigionia di seicentomila soldati italiani lasciati allo sbaraglio dopo l’armistizio dell’8 settembre 43.
Con la presenza dell’autore

5 settembre > ore 21.00 Pieve vecchia della Madonna

IO MONICA, CONFESSIONI DELLA MADRE DI S. AGOSTINO
Tratto dal romanzo di Lucia Tancredi
Con Patrizia Punzo
Musiche Roger Rota
Contrariamente a tutte le “biografie” di Monica, nelle quali sono assemblati i brani in cui è Sant’Agostino, con la sua cruda sincerità, a parlare della madre, qui le posizioni si invertono: Monica prende finalmente la parola e ci permette di avvicinarci a lei, di conoscerla, come mai è potuto accadere prima. Attraverso le numerose tappe della sua storia umana e spirituale, in continua risonanza con quella del figlio, Monica accompagna Agostino fino a quella che sarà una delle più significative conversioni della storia del cristianesimo.

6 settembre > ore 17 Palazzo Bizzarini

Finissage della mostra di Massimo Biagi Miradario con perfomance dell’artista.

6 settembre > ore 18.30 – Pieve vecchia della Madonna

CONCERTO
OCRA Orchestra da camera di Radicondoli
Violini: Asia Guarguaglini, Giovanni Guarguaglini, Alessandro Garaffi, Gabriele Gazzei, Francesco Rossetti
Viola: Alessio Torriti
Violoncello: Filippo Torriti, Gabriele Signorini, Clara D’Autilia
Contrabbasso: Simone Dei
L’Orchestra è costituita da dieci giovani dai 15 ai 25 anni, formati presso la scuola di musica Dulcimer di Radicondoli. Il loro repertorio va dalla musica barocca alla musica romantica

Relazione del direttore Massimo Luconi

Dopo tutto questo tempo di vuoto e di assenza, il teatro diventa uno dei mezzo possibili per sentirsi in empatia con gli altri ripartendo dal rapporto con il pubblico e guardando serenamente al futuro, cioè immaginare quello che sarà possibile senza limitarsi a soluzioni che rispondono all’emergenza, che si concentrano sull’oggi facendosi dettare i ritmi mentali e corporei dal clima dalle paure più o meno imposte da un sistema di comunicazione assordante.

Abbiamo deciso di dilatare il Festival, con una prima azione a fine luglio / agosto per poi tornare ad abitare lo spazio pubblico a inizio settembre: un’esperienza pilota per guardare al futuro, per esplorare assieme alle istituzioni locali, regionali e nazionali le possibilità di riportare il lavoro degli artisti, dei tecnici, degli organizzatori al centro di un meccanismo di ideazione. E trovare nuovi modi di parlare al pubblico, nell’istantaneità degli eventi e nella possibilità di fruire l’esperienza del Festival attraverso anche altre possibilità comunicative.

Un progetto che parte dalle norme di sicurezza per inventare altre modalità di  stare insieme, un’ occasione imprescindibile per spostare il fuoco sul nostro paesaggio teatrale, martoriato dal lockdown e dalle discrepanze dei sussidi.

Il festival di Radicondoli ha scelto e sviluppato fortemente da tempo l’idea di fare teatro in mezzo alla gente e per la gente. Non solo per divertire con spettacoli di intrattenimento ma per utilizzare il progetto  festival come momento fondante di riflessione sulle tematiche del nostro contemporaneo.

Sono un regista, in alcuni momenti mi sento come un antropologo, non mi pongo di fronte a una programmazione, a delle scelte artistiche come un intellettuale: del resto non ho mai vissuto la regia come fine a sé stessa, quanto piuttosto come un teatro che racconta, fa riflettere, emoziona. Mi piace pensare a un  festival come se fosse una grande regia su un territorio in cui superare la sfera dell’intrattenimento puro.

Penso sempre che il teatro abbia una dimensione spettacolare ma anche una introspettiva.

Negli ultimi anni abbiamo sempre più delineato una narrazione e articolazione spettacolare sintonizzata sulle caratteristiche architettoniche e ambientali del contesto territoriale tanto nell’approccio agli spazi fisici quanto nelle linee  di ricerca artistica, strutturando molto spesso gli spazi scenici in simbiosi con il contesto naturalistico e limitando a pochissimi elementi basici gli allestimenti tecnici. E se questo periodo mette a dura prova lo spettacolo dal vivo, dall’altro rappresenta anche un’opportunità per riaffermare la vocazione e l’identità del Festival, fortemente legata all’uso dello spazio naturale che diventa scenografia e al rapporto diretto e coinvolgente con il  pubblico.

L’energia del progetto festival in questa edizione, in maniera ancora più  matura e consapevole, cerca di  essere un punto di incontro tra i vari linguaggi dell’arte, offrendo  un intenso programma  di spettacoli di teatro e danza, concerti, spettacoli per bambini, incontri con artisti e molte altre iniziative, come degustazioni di prodotti a km zero.

In questa edizione vogliamo continuare a  sottolineare il fondamentale  ruolo dell’attore che con il suo millenario sapere  unisce a  una profonda umanità il saper fare e la memoria antica e contemporanea della nostra civiltà: l’attore come fulcro della comunicazione, come sacerdote di una cerimonia che appartiene alla comunità e a tutte le tipologie di pubblico. Allo stesso modo, la letteratura, la scrittura e l’elaborazione drammaturgica saranno linee trasversali che percorrono  tutto il festival con testi inediti e di grandi autori contemporanei. Focalizzeremo l’attenzione su un grande autore senese, oramai considerato uno dei grandi scrittori del primo novecento Federigo Tozzi, che descrive mirabilmente quel microcosmo a metà strada fra la dura vita di campagna  e la piccola borghesia cittadina.

Sarà un Festival modulato per essere accessibile a tutti,  accogliendo non solamente  professionisti del mondo teatrale e musicale ma  anche interventi da artisti e teorici della scena e dell’arte con cui eravamo in dialogo. 

E continuando l’attenzione verso il segno artistico  contemporaneo iniziato nella scorsa edizione con il lavoro di Franco Ionda, quest’anno ospitiamo una personale e originale mostra di Massimo Biagi, Miradario con un progetto pensato per il festival, un lavoro che afferma ancora di più l’intenzione di Radicondoli di diventare un centro di attrazione e produzione per gli artisti italiani e europei.

Ma un Festival è anche una festa e un rito sensuale e comunitario, che immunizza dalle paure e facilita le relazioni inceppate dal tempo, un festival produce ossigeno, e accende fuochi immaginativi ed emozionali, è catartico e costruttivo. Inoltre un Festival che si fonda sull’effimero di eventi immateriali  e perituri, crea comunque indotto, economia, lavoro  e Radicondoli Festival è diventata un’impresa  culturale che incide sul territorio locale sia dal punto di vista economico, sia relativamente all’attrattività turistica, sia generando posti di lavoro e  formando competenze avanzate.

Massimo Luconi

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