Radicondoli festival 2018 – dal 26 luglio al 5 agosto – XXXII edizione – Ripensare la terra

XXXII EDIZIONE
RADICONDOLI FESTIVAL
26 luglio – 5 agosto 2018
Ripensare la  terra
un progetto Radicondoli Arte
a cura di  Massimo Luconi

Ivan Alovisio, Franco Arminio, Giulia Bertasi, Emy Berti, Paolo Bignamini, Matteo Bonanni, Cristiano Calcagnile, Lisa Capaccioli, Renato Carpentieri, Giulio Casale, Mario Cei, Nicola Console, Federica D’Angelo, Monica Demuru, Francesco Dendi,  Davide Enia, Francesco Fiorenzani, Livia Gionfrida, Bernardo Guerra, i pupi di Stac, Lorenzo Lupano, Fabio Lovino, Alice Mangano, Luciano Mastellari,  Mascia Musy,Danilo Nigrelli, Ulderico Pesce, Patrizia Punzo,Francesco Ponticelli, Nicola Russo, Arianna Scommegna, Alberto Severi, Luca Sguera,Fabrizio Sinisi, Riccardo Tesi, Sandra Toffolatti

18  appuntamenti di spettacolo dal vivo, con molti inediti che debuttano al festival
10 location, con palcoscenici naturali nella bellezza del paesaggio di Radicondoli

e poi  le notti di Giove, stage di Yoga, workshop di fotografia, i pupi di Stac, raccontafiabe, Premio Garrone e una mostra fotografica sui trent’anni del festival.

Il Festival di Radicondoli, alla sua XXXII edizione, dal 26 luglio al 5 agosto, offrirà un intenso percorso di teatro, musica, documentari e film d’autore, letture poetiche, incontri, seminari e molte altre iniziative. Un appuntamento da non perdere in un territorio di grande fascino, a metà strada fra il Chianti e la Maremma, e ricco di peculiarità naturali e artistiche.

Tra ambientazioni naturali e architetture tradizionali, il festival si pone infatti da anni come punto d’incontro tra vari linguaggi d’arte, riflessione sui temi del presente – con sguardi aperti verso nuovi mondi e sul nostro contemporaneo e  proposte inedite sul teatro che verrà.

Radicondoli e i suoi dintorni, con meravigliose location, durante il festival diventa un luogo di festa unendo agli spettacoli la degustazione di prodotti locali, la visita a siti storici, incontri con artisti, in un momento di grande osmosi umana e culturale.

L’edizione 2018 del Radicondoli festival è dedicata a un’ampia riflessione sulla terra, come luogo di appartenenza, di lavoro, come bene comune da conoscere e proteggere, ma è dedicata anche agli uomini che vivono in terre lontane e che scappano da una terra all’altra. In maniera parallela e complementare è presente anche il  tema della maternità, dell’amore materno e simbolicamente della grande madre terra come luogo di partenza e di ritorno.

In tal senso, saranno presenti spettacoli che affrontano tragedie e speranze  e devastazioni della terra, come Preghiera per Cernobyl in anteprima assoluta dall’opera della scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic, premio Nobel per la Letteratura 2015, con Mascia Musy, attrice di grande sensibilità che vanta collaborazioni con i più importanti registi italiani ed europei, e la regia di Massimo Luconi (29 luglio).

Ulderico Pesce, autore, regista di opere teatrali di impegno civile e maestro nell’arte della narrazione, presenterà Petrolio scritto sulla scia dell’interesse che l’artista lucano coltiva su temi legati alla sua terra (30 luglio).

Arianna Scommegna, da alcuni anni ospite del festival, sarà presente con un recital di parole e canzoni dedicato alla terra intitolato Un albero di trenta piani (1 agosto, progetto speciale del festival).

A sottolineare il tema della cura dell’ambiente e della natura, il 31 luglio ci sarà uno spazio dedicato all’attività di un grande poeta del paesaggio come Franco Arminio, che si definisce ‘paesologo’ per la sua attenzione ai luoghi marginali dove passa la vita più vera: un incontro spettacolo dai libri Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere 2017) e Resteranno i canti (Bompiani 2018) intitolato Poesie d’amore e di terra.

Un progetto speciale, presentato in prima nazionale al festival, sarà L’occhio della terra (4 agosto). trekking poetico  ispirato all’opera del nigeriano  Niyi Osundare . Si tratta di un percorso spettacolare itinerante nei boschi intorno a Radicondoli, di cui saranno interpreti Monica Demuru, artista che riesce ad unire la recitazione al canto, e Cristiano Calcagnile, percussionista e performer di talento.

Raghu. Le tre tappe dell’anima è una storia vera, che accade nella terra sacra dell’India, ma soprattutto dentro ognuno di noi, in scena in prima nazionale con Ivan Alovisio, uno degli attori giovani più interessanti della sua generazione (protagonista nello spettacolo premio Ubu I Demoni con la regia di Peter Stein), mentre ad eseguire le musiche dal vivo sarà Emy Berti, artista di Kirtan e Bhakti music che collabora con Stefano Bollani e Irene Grandi (3 agosto).

In anteprima nazionale Un ponte verso il cielo di Francesco Dendi e Lisa Capaccioli, e con le musiche dal vivo Francesco Gherardi, ripercorre il viaggio in Tibet di Ippolito Desideri, missionario gesuita, che dal 1712 al 1728 entrò in contatto con la secolare cultura locale e ne cantò la meraviglia (2 agosto).

Il Festival prosegue inoltre con il prezioso lavoro di Nicola Russo, di cui altre volte Radicondoli ha ospitato i lavori: affiancato in scena da Sandra Toffolatti, attrice di grande talento, interpreta e dirige il testo di cui è anche autore Io lavoro per la morte, un personale dialogo con una madre non più in vita (30 luglio – 1 agosto).

Ospite atteso è anche Davide Enia, che il 5 agosto porta al festival Scene da un naufragio, con le musiche di Giulio Barocchieri: sugli sbarchi di Lampedusa e l’appello umano che ciascuno di noi dovrebbe portarsi dentro.

E ancora: Giulio Casale, cantante e attore è interprete di una delle più provocatorie pièce di Giorgio Gaber, Polli d’allevamento (3 agosto), Paolo Bignamini dirige un’edizione originale del Maestro e Margherita di Michail Bulgakov (29 luglio), mentre Livia Gionfrida mette in scena Gioia. Via Crucis per simulacri, di cui è anche autrice, con le scene e le animazioni di Alice Mangano e i dipinti di Nicola Console, dove si racconta la storia d’amore di una madre verso il figlio che prende una cattiva strada (30 luglio). Infine In nome della Madre, dal testo di Erri de Luca, con la regia di Danilo Nigrelli e l’interpretazione di Patrizia Punzo, rilegge la storia di Miriam/Maria, nata in Galilea, operaia del divino, che mette al mondo una creatura travolgendo ogni costume e legge (1 agosto)

Alberto Severi giornalista televisivo e autore teatrale porta al festival la sua graffiante ironia con il monologo in anteprima nazionale da lui interpretato Gesti e gestacci.

Passando agli altri linguaggi, tra immagini e musica:

L’inaugurazione del festival il 26 luglio spetta ad un documentario del grande fotografo Fabio Lovino, che ha affiancato il lavoro di molti artisti nazionali ed internazionali. Il 27 agosto sarà invece proiettato il film La tenerezza di Gianni Amelio, con Renato Carpentieri, vincitore premio David di Donatello come migliore attore.

E lo stesso Carpentieri si farà protagonista e narratore del romanzo di Camus La caduta il 28 luglio. Un appuntamento da non perdere è il concerto jazz Silent Water con Francesco Fiorenzani, Luca Sguera, Francesco Ponticelli e Bernardo Guerra.

Il 2 agosto sarà proiettato La zattera dei migranti, Storie di profughi africani in palcoscenico film documentario di Massimo Luconi: un percorso videodietro le quinte dello spettacolo Storia di un bandito che conquistò il potere, da Brecht, andato in scena al teatro Florida di Firenze nel 2017 con un gruppo di migranti richiedenti asilo. Nella stessa serata sarà presentato Une place dans l’avion un cortometraggio di Khadija Sow giovane regista senegalese che affronta il tema dell’emigrazione con uno sguardo ironico e surreale.

Il 4 agosto l’appuntamento è con Riccardo Tesi, compositore e organettista di fama internazionale della nuova scena world europea.

Tra le altre iniziative:

Il 30 luglio si terrà anche la nuova edizione del Premio dedicato a Nico Garrone che ogni anno incorona Maestri del teatro e nuovi critici. Per i più piccoli sarà rappresentata La bella addormentata nel bosco con i burattini d’autore I pupi di Stac (1 agosto)e racconta fiabe con la partecipazione del gruppo di teatro locale Rabel. Le notti di Giove animeranno il paese il 2 agosto con la musica dei Boa Viagem, mentre, per chi volesse approfittare della presenza di Fabio Lovino al festival, sarà aperto un workshop di fotografia. Il mattino, per partire in forma, ci saranno lezioni di Ananda yoga per artisti, pubblico, cittadini. Inoltre in forma diffusa in tutto il paese sarà realizzata una mostra di foto sui 30 anni del festival.

Abbiamo bisogno di contadini,
di poeti, di gente che
· sa fare il pane,
che ama gli alberi e riconosce il
. vento.
Bisognerebbe stare all’aria aperta
almeno due ore al giorno.
Ascoltare gli anziani,
lasciare che parlino della loro vita.
Costruirsi delle piccole preghiere personali e usarle.
Esprimere almeno una volta al giorno
ammirazione per qualcuno.
Dare attenzione a chi cade
e aiutarlo a rialzarsi
, chiunque sia.
Leggere poesie ad alta voce. Far cantare chi ama cantare.
In questo modo non saremo tanto soli come adesso
,
impareremo di nuovo a sentire la terra
su cui poggiamo i piedi
e a provare una sincera simpatia per tutte le creature del creato…

da Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi, Chiarelettere, 2017

Info e biglietti: www.radicondoliarte.org

Info stampa: Giulia Calligaro giulia.calligaro@fastwebnet.it, 349.609562

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